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TUNNEL CARPALE E POSTURA

 

Eccomi qui a scrivere di un’altra patologia frequente di cui sicuramente avete sentito parlare.

Come potete vedere dall’immagine

il legamento trasversale del carpo forma un “tunnel” in cui passano i tendini dei muscoli flessori delle dita della mano (nella figura i tendini non sono stati disegnati per far vedere il tunnel).
Tralasciando l’aspetto prettamente medico di questo disturbo passiamo direttamente alle possibili soluzioni che la Posturologia può offrire anche in questa situazione.

Intanto una premessa doverosa: affrontare il tutto da un punto di vista GLOBALE è fondamentale per non incappare in recidive che vengono addirittura segnalate a chi decide di farsi operare.

Cosa intendo per “punto di vista GLOBALE”?

Mi riferisco al fatto che la mano è l’estremità di un Arto che è collegato ad una Spalla che a sua volta è collegata alla Colonna Vertebrale. Ecco che partire dal rachide, con un lavoro di rieducazione e riprogrammazione posturale, ancora una volta è una strategia Vincente.

Poi come sempre del lavoro specifico per mano sarà d’obbligo per liberare i tendini delle dita, che ingrossatisi a causa di un uso eccessivo o di una organizzazione motoria non ideale, fanno fatica a scorrere nel legamento a forma di tunnel che sta alla base del carpo.
Liberare la colonna cervicale e le spalle renderà, le braccia più libere e leggere e consentirà un uso ottimale di tutto l’arto mano compresa.

LA POSTURA AL SERVIZIO DELLA SALUTE
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Mariarosa Gavardi
Chinesiologa Posturologa Massofisioterapista Esperta in Alimentazione

L’ANCA ESPIATORIA Approccio Posturale Globale Integrale

Prendo spunto da questa importante articolazione, l’anca o coxo femorale, per affrontare un approccio non solo innovativo, ma anche risolutivo per tante patologie articolari, quello Posturale Globale Integrale appunto. 
Questa articolazione, unisce il tronco e l’arto inferiore, è il punto di incontro tra il bacino e la testa del femore (l’osso della coscia) ed è fondamentale conoscerne forma, collegamenti, possibilità di movimento per una schiena fluida e leggera, oltre che per la funzionalità delle gambe.
Infatti l’anca contribuisce notevolmente alla flessibilità della colonna vertebrale e naturalmente all’equilibrio della testa.

Per avere una postura ideale e una dinamica del cammino che sia agile e leggera, occorre una disponibilità dell’anca, per come funzionalmente dovrebbe muoversi questa articolazione, altrimenti si rischiano problemi alle ginocchia, al nervo sciatico, dolori alla schiena fino alla cervicale ed altri disagi dettati da sforzi inutili per compiere azioni comuni, come salire le scale, salire e scendere dall’auto o semplicemente alzarsi dalla sedia.

Occuparsi di postura non significa solo liberare la parte sofferente, che sia un’anca, un ginocchio, una spalla o una caviglia. Ecco che, affinché l’intervento sia efficace, non ci si può limitare ad un lavoro settoriale ma deve, sottolineo DEVE, partire dalla valutazione di tutto il Sistema Tonico Posturale.
Ecco che l’approccio integrale o globale che dir si voglia, ci porta in un campo di osservazione che cambia la visione meccanicistica classica, dando largo spazio alla storia di vita della persona che chiede di essere aiutata.

Mi spiego meglio: siamo abituati che, se si rompe un pezzo ad una macchina, lo si cambia o lo si aggiusta semplicemente.
Nel corpo umano non è proprio cosi: se una parte del corpo soffre e non ha subito un trauma diretto, è necessario capire come mai tutto questo sta accadendo. Se necessario si può certo sostituire una parte, qui la chirurgia ortopedica con l’avvento delle protesi, ha fatto e continua a fare passi da gigante e per questo dobbiamo solo ringraziare, ma fondamentale rimane cercare di comprendere come mai quella parte si è “inceppata” o perlomeno partire da un assunto logico:
se un’articolazione mi duole, senza avere subito traumi diretti, come scritto sopra, ci sarà un fuori asse, fisico-emotivo-viscerale, che mi porta ad avere una organizzazione neuro-muscolo-scheletrica non ideale.

Proverò, nel breve spazio di un articolo, a darvi una visione allargata, sapendo che le possibili combinazioni personali sono da valutare caso per caso o meglio vita per vita. Una preghiera: attenzione a non occuparsi di una parte e SOLO di quella, che potrebbe NON essere la causa dei disagi, ma che sta solo compensando o per ritornare al titolo “espiando colpe” non sue.

In questi 30 anni di attività professionale, sono partita dal mantenimento del mio stato di forma e quello dei miei allievi in palestra, avendo così l’opportunità di studiare sul campo le possibilità di movimento del nostro meraviglioso corpo.
Poi sono passata attraverso dolori ad un ginocchio, poi ad un’anca, poi alla schiena ed infine al collo e poi ancora un ginocchio, comprendendo che non bastava fare attività fisica per non avere disagi, ma era ed è necessario fare qualcosa di diverso. Ecco che la mia ricerca personale su come “aggiustare” me stessa, mi ha portato prima a chiedere aiuto e poi a formarmi a livello professionale presso la scuola del Dott. Raggi a Milano come Tecnico di Riequilibrio Posturale, a frequentare un Master in Posturologia all’Università “La Sapienza” ed una scuola accreditata in MassoFisioTerapia.

Così oltre ad avere trovato la strada per la mia salute muscolo scheletrica e non solo, ho potuto far si che i miei allievi di allora, ma anche gli attuali, potessero e possano continuare a prendersi cura di loro stessi anche durante le fasi di dolore, guidandoli attraverso il Riequilibrio Posturale Integrale, anche dopo interventi chirurgici.
Nel mio caso la “combinazione di vita” che scatenava i dolori fisici era data da:
– una cicatrice attiva (appendicectomia),
– distorsioni multiple ad una caviglia in particolare (giocando a pallavolo),
– forte trauma emotivo per la prematura scomparsa dei miei genitori che ha alterato la mia respirazione e quindi il mio diaframma.
Ecco che lavorare solo la mia anca sarebbe stato utile ma non risolutivo.

Oggi il mio obiettivo è sempre più chiaro ed è far si che, chi chiede il mio intervento, possa migliorare la qualità della sua vita a qualsiasi età. Che sia un anca a chiedere aiuto, che sia un ginocchio, un mal di testa o altro, affidarsi ad un professionista che possa attraverso un colloquio iniziale e una valutazione motoria accurata, comprendere come intervenire strategicamente per liberare la zona dolente è un regalo che ogni persona dovrebbe fare a… sé stessa.

Nei percorsi che propongo, l’attenzione è rivolta interamente ad allentare le tensioni inutili, sperimentando su sé stessi la possibilità di liberare le articolazioni. Questo accade in due modalità diverse a seconda che si tratti dei trattamenti individuali, in cui oltre alle pratiche motorie c’è, se richiesto e necessario, anche il mio intervento manuale;
La seconda modalità che utilizzo è il lavoro nelle lezioni collettive, in cui la possibilità di fare esperienze, esplorazioni motorie, a volte di proposito “sbagliate”, mette i partecipanti ai corsi in uno stato di attenzione serena che li porta all’apprendimento di nuovi schemi motori che in soldoni si traducono in nuovi modi di muoversi senza dolore.
In entrambe le proposte, individuali o collettive, le comprensioni di dove sono annidiate le tensioni muscolari e soprattutto del come liberarsene, rimangono i principali obiettivi che possiamo tradurre in quattro parole: conoscenza di sé stessi.

Mariarosa Malo Gavardi

Chinesiologa Posturologa Massofisioterapista Esperta in Alimentazione

SALE CALDO : un portento dai mille usi!

Il Sale caldo è un antico rimedio delle nostre nonne, di quelli che danno risultati a dir poco… STRABILIANTI ;-)Ma…                       

… Il sale caldo???

Si proprio il sale!

Serve per tante altre cose, e non solo da buttare nell’acqua della pasta o per salare i vostri piatti. Chi mi conosce sono certa che nella sua alimentazione stia già riducendone drasticamente l’utilizzo, visti gli effetti nefasti che ha sul nostro “mezzo di trasporto”. In caso contrario, se non ne foste al corrente, vi invito “caldamente” a considerare la possibilità di disintossicarvi dal sale.

Ma, torniamo a noi,  ecco qui di seguito un elenco di possibilità di utilizzo:

✅ sul petto per la tosse;  
✅dove ci sono dolori muscolari;
✅sui reumatismi a mani e piedi;
✅per il torcicollo;
✅per la lombalgia e…
✅si può fare il bagno nella vasca (i sali da bagno sono in genere composti da sale colorato, chimicamente, quindi tossico e direi che potete usare tranquillamente il sale grosso da cucina, meglio se marino integrale).

Del resto la talassoterapia sono secoli che funziona!
Non avete la vasca da bagno ma la doccia?
Niente paura potete usarlo anche per farvi una doccia, mettendone un po’ nel palmo di una mano con il bagnoschiuma o sapone di marsiglia e passarvelo sulle parti doloranti.

Se decidete invece di farvi un’ impacco sulle parti doloranti procedete in questo modo:
– scaldate in una padella antiaderente il sale grosso fino a quando non inizia a scoppiettare.
– versatelo in un sacchetto o in un asciugamano di cotone raddoppiato e annodatelo bene, potete usare anche una doppia calza di lana, se preferite.
– appoggiatelo sulla parte dolorante spostatelo se necessario, naturalmente respirando.

Il sale caldo affievolirà il dolore ed il benefico effetto sarà sorprendente:

il rilascio ioni, riequilibra il potenziale di membrana delle vostre cellule alterato dal dolore. Il calore emanato ha notoriamente un effetto rilassante sulla muscolatura.

Ricordatevi che un po’ di Movimenti Armonici Lenti Organizzanti per il riequilibrio della postura,  prima e dopo la “terapia” con il sale caldo, saranno molto graditi dal vostro meraviglioso corpo.

Mariarosa Gavardi
Chinesiologa, Posturologa, Massofisioterapista, Esperta in Alimentazione

PROTRUSIONI, ERNIE E STRATEGIE VINCENTI

Eccomi a scrivervi su un’ argomento “di moda” (purtroppo).

Intanto una breve premessa anatomica molto molto semplificata: la nostra colonna vertebrale è composta da più unità funzionali formate da corpo vertebrale-disco vertebrale-corpo vertebrale (vedi immagine, il disco è di color azzurrino)

La differenza tra 1 Protrusione ed 2 Ernia:

1- la prima è una leggera fuoriuscita del materiale discale dalla sede (un po’ come la maionese che esce dal panino) con o senza compromissione o schiacciamento delle radici nervose;

2- la seconda è una netta fuoriuscita del disco vertebrale anche qui con o senza compromissione delle radici nervose (la maionese esce ma non ti scende sulla mano nel primo caso e nel secondo esce e cade addirittura – ernia espulsa -)

Ho cercato di essere il più semplice e chiara possibile, perdonate il paragone culinario, ma sono certa che vi farà comprendere la situazione.

La formazione delle protrusioni e/o ernie, può essere collegata ad un incidente che abbia coinvolto la zona in questione, quindi un trauma diretto, ma può anche essere dovuto ad altri motivi che andremo a ricercare insieme durante le sedute.

Comunque sia, trauma diretto o indiretto, la dinamica è questa:

i corpi vertebrali si avvicinano tra loro a causa di un motivo ben preciso: i muscoli, che guidano il movimento, “accorciandosi” più del necessario si fissano in una posizione tecnicamente definita RETRAZIONE.

 

Ma perchè i muscoli si accorciano e si retraggono???

 

Per svariati motivi: lavoro, tensione, preoccupazioni, stress, ansia, paure, eccesso di sport senza rilassamento, mancanza di movimento, disbiosi intestinali etc… ed arriviamo così, dapprima all’avvicinamento dei capi articolari, fino poi, se non cambiamo qualcosa nel nostro stile di vita, allo schiacciamento più o meno grave del disco.

La mia proposta è quella di iniziare un percorso di Rieducazione e Riequilibrio della Postura affinché l’organizzazione del Sistema Tonico Posturale venga riprogrammata al meglio, togliendo le tensioni muscolari che hanno causato la Protrusione o Ernia.

Anche nel caso vi sia successo un incidente nella zona interessata una riorganizzazione post-traumatica è fondamentale!

Ricordo inoltre che spesso il nostro corpo arriva ad avere un problema alla colonna vertebrale non per un trauma diretto, ma per un trauma occorso anche molti anni prima in un altro distretto (caviglia, ginocchio etc.) che spesso è la causa del disagio odierno alla schiena.

 

Lo Studio Gavardi propone:

– CORSI collettivi a piccoli gruppi (max 10 allievi) di Riequilibrio Posturale Integrale da ottobre a giugno;

– TRATTAMENTI individuali tutto l’anno;

– CONZULENZE via SKYPE con pratiche di Riequilibrio Posturale Integrale tutto l’anno.

 

Vi consiglio un video, che trovate sul canale youtube (Mariarosa Gavardi, di una mia conferenza: “VIVERE SENZA MAL DI SCHIENA” per un approfondimento!

Mariarosa Gavardi

Chinesiologa Posturologa Massofisioterapista Esperta in Alimentazione

 

ACIDO LATTICO E FALSI MITI

“Ieri mi sono allenato e oggi sono pieno di dolori da acido lattico”
Ti è mai capitato di accusare dolori muscolari il giorno successivo all’allenamento?
Spessissimo, avendo lavorato per anni in palestra, ho sentito questa frase: “è l’acido lattico”, ma è FALSO!

L’acido lattico, o meglio il lattato, è prodotto durante una attività anaerobica intensa, il livello di concentrazione di acido lattico nel sangue e nei muscoli diminuisce sino a tornare a livelli normali dopo 3060 minuti al massimo dall’esercizio praticato che lo ha prodotto.

In realtà il dolore post allenamento è da attribuirsi alla micro lesione di alcune fibre muscolari a seguito dello sforzo. Questo fenomeno è conosciuto come D.O.M.S. ( Delayed Onset Muscle Soreness o dolore muscolare a insorgenza ritardata) si avverte un giorno o due dopo una esercitazione impegnativa e deriva prevalentemente da contrazioni eccentriche. È associato a vere e proprie micro lesioni del tessuto muscolare. Studi dimostrano la presenza di particolari enzimi dopo un intenso esercizio fisico, tali enzimi sono correlati a lesioni strutturali delle membrane muscolari. Queste lesioni scatenano una serie di eventi tra cui l’incremento del turnover delle proteine muscolari, in poche parole i tuoi muscoli ricostituiscono le fibre lesionate in numero maggiore di prima. Questa tortura è probabilmente necessaria per ottimizzare la risposta all’allenamento (gli studi sono ancora in corso). Il DOMS scompare in circa 96 ore, è un fenomeno fisiologico e necessario.

Come puoi prevenire o minimizzare questo dolore?
Ma è possibile ridurre il dolore?

Ecco alcuni suggerimenti utili per la prevenzione e per la riduzione dei D.O.M.S.:

✔️ inizia l’allenamento con una bassa intensità e aumentala progressivamente, quando il dolore si presenterà (specie nella fase iniziale della stagione di preparazione)

✔️ lo stretching dolce e delicato senza eccessi è un buon aiuto (andresti altrimenti a stirare eccessivamente la muscolatura provocando altre micro lesioni ),

✔️un programma di Riequilibrio Posturale, mirato al rilascio dei punti miofasciali, responsabili del mantenimento delle tensioni muscolari, studiato da un profesionista appositamente per il tuo sport e per la tua conformazione, sarebbe l’eccellenza per avere un’organizzazione motoria efficiente ;

✔️un bagno caldo con 2 kg di sale grosso da cucina, meglio se integrale, dopo l’allenamento (se non hai la vasca da bagno puoi sempre fare la doccia e passare il sale sulle parti che hai impegnato particolarmente durante l’allenamento).

✔️l’attività muscolare blanda del giorno successivo, meglio se aerobica, ti possono aiutare;

✔️alimentarsi in maniera corretta, seguito da un Esperto in Alimentazione qualificato, sarebbe l’eccellenza: sarai così in grado di organizzare al meglio tuoi pasti sia per come e cosa mangi ed anche per quanto e quando, personalizzando la tua nutrizione in funzione delle tue esigenze sportive e lavorative.

✔️allenati con costanza e buon senso e sicuramente i tuoi dolori diminuiranno.

Mariarosa Malo Gavardi
Chinesiologa Posturologa Massofisioterapista Esperta in Educazione Alimentare 

 

 

ALLUCE VALGO E POSTURA